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Dall’Adriatico all’Appennino, i primi due giorni della Modena Cento Ore

Da Riccione a Firenze attraverso San Marino, il Montefeltro, Urbino e Imola, due giornate in cui la gara incontra paesaggi, storia e continui cambi di ritmo.

15 Settembre 2026 – La Modena Cento Ore prende il via da Riccione mercoledì 7 ottobre, dopo la giornata inaugurale dedicata all’esposizione delle vetture in Piazzale Roma, agli accrediti e alle verifiche. È qui, davanti all’Adriatico, che il viaggio comincia davvero. Le auto lasciano la costa e guadagnano progressivamente quota, entrando nel Montefeltro e nell’Appennino, mentre la dimensione sportiva si intreccia fin dalle prime ore con il carattere dei luoghi attraversati.

San Marino segna il primo passaggio, con la sfilata nel centro dell’antica Repubblica prima della Prova Speciale inaugurale. Da qui la Cento Ore attraversa il Montefeltro, raggiunge Pennabilli e sale fino ai 1.000 metri del Passo della Cantoniera, prima di scendere verso Urbania, terra di maioliche e tradizioni artigiane. La seconda Prova Speciale conduce quindi verso Urbino, dove il pranzo nella città di Raffaello introduce una pausa immersa nel patrimonio rinascimentale, prima che l’attenzione torni interamente al cronometro.

Nel pomeriggio il Misano World Circuit Marco Simoncelli cambia il passo della giornata. Gli asfalti dell’anello romagnolo impongono velocità, precisione e concentrazione, portando gli equipaggi in una dimensione di confronto diretto che restituisce tutta l’intensità del racing. Il ritmo resta alto fino alla conclusione dell’attività sportiva, quando l’apericena al tramonto sul circuito segna il passaggio verso un’atmosfera più distesa, prima del rientro a Riccione.

Giovedì 8 ottobre la competizione riparte dall’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola. È uno dei passaggi più attesi di questi primi giorni, in cui gli equipaggi sono nuovamente chiamati a misurarsi, giro dopo giro, in un contesto che appartiene alla grande storia del motorsport. Il pranzo al Museo Checco Costa prolunga la permanenza in un luogo profondamente legato alla cultura automobilistica, prima che le vetture riprendano il viaggio verso l’Appennino.

Le sfilate nei centri di Imola e, al cospetto del Castello degli Alidosi, a Castel del Rio accompagnano il ritorno verso le Prove Speciali. La terza e la quarta prova dell’edizione riportano gli equipaggi su un terreno completamente diverso, dove ritmo, precisione e capacità di adattamento tornano a fare la differenza. È una sequenza che concentra in poche ore due anime della Cento Ore, unite dalla stessa tensione agonistica ma vissute con linguaggi profondamente diversi.

Al termine delle prove, le vetture raggiungono il parco chiuso al Mugello Circuit, mentre gli equipaggi proseguono in navetta verso Firenze. La serata di gala nel cuore della città introduce un ultimo cambio di tono, più raccolto e conviviale, dopo due giornate dense di chilometri, concentrazione e continui passaggi tra autodromi, borghi e strade appenniniche. La Cento Ore arriva così nel cuore del Rinascimento con il viaggio ancora aperto e nuove sfide già davanti.

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